Tre Mari 2018 – Albania “limited edition”

Descrivere una Tre Mari è impresa ardua. Si ha sempre certezza di scordare qualcuno, qualcosa. Allora comincio con tre gra ndi assenti 2018, presenti 2017:

Andrea “Chewbert”aka “ilCiubi”: cazzo quando mi sei mancato tu con la tua vena di imprevedibilità, con il tuo obiettivo a scoprire, a indagare, a immortalare.

Non mancare l’anno prossimo. Senza te la Tre Mari non è stata la stessa. Questo scatto chissà quanto ti è costato 😐

Elisabetta Rizzo: una vespista con vero spitiro scooteristico. L’unica donna a cui sinora la Margot si sia concessa. Una risata la cui assenza si è fatta sentire.

Los Cochinos: questa banda di ragazzi tedeschi, veri scooterboys (and girl) si sono sposati bene l’anno scorso con la Tre Mari… mi sono mancati.

Il resto è duro da descrivere. Dallo spostamento a Rimini a conoscere meglio quel gruppo di sciamannati dell’RLC capitanati da Dean, Marco, Micky con l’aggiunta di elementi nitroglicerinici come Gegio, Gabriele, Roberto solo per citarne alcuni…

Reincontrare quella garanzia che è la compagnia delle Teste Cromate, tutte vergini di Tre Mari eccezion fatta per il loro Pres Christian Gentilini, aka “Gento”.

Il piazzale dell’hotel “7 mari” dove ritrovi visi, risate, strette di mano di un anno prima ma che sembrano dell’altro ieri. Tutti solo nervosi dell’attesa tutti solo desiderosi che tutto inizi. Qualcuno con la riparazione dell’ultimo minuto, mentre già pensava di fare zavorra, qualcuno che già sente l’dore di salsedine e nafta che suderà il traghetto.

E alla fine ci si arriva al traghetto. Il profumo del 2% (o 4%?) che respiri a pieni polmoni, l’odore acre del porto di Bari mentre parti e ti corichi in attesa che tutto inizi. E poi inizia. Veloce frenetico, fai il pieno di persone, posti, cibi.

Ti lasci per strada pregiudizi. Su luoghi e popolazioni. Stringi mani ed abbracci più forte dell’anno scorso, più forte di due anni fa. Ti scopri a far da Cicerone a chi mai c’e’ stato. Ti scopri a lasciarti inondare dal piacere delle emozioni raccontate da chi mai c’e’ stato, scoprendo che è bello tornare a quando l’hai fatta tu tre anni fa, per la prima volta.

Poi è giusto raccontare di posti bellissimi, di strutture veramente al top, di un popolo accogliente. Tutto senza un intoppo, tutto ben organizzato senza dare nemmeno l’idea del lavoro che c’e’ dietro, vero Maurizio De Pasquale (e dico lui ma mi riferisco a tutti quelli che lo sopportano (ah, no era ‘supportano’?) 🙂

Resta un WorkCloud di Persone, Città, Incontri… come qualcuno ha già detto, anche “Numeri” che numeri non sono. ma Lettere Maiuscole, “Numeri” che te li senti tatuati sulla pelle.

Momenti di evasione uniti a discorsi seri su un Paese che per una volta vediamo con gli occhi di nostri vicini di casa , che ancora ci vedono come un modello. Beati loro. Speriamo abbiano ragione.

Io spero una sola cosa. Di poter rivivere la mia “Tre Mari” più bella.

La domanda me l’ha posta Sticky.

“Marco, which is the best Tre Mari you did?”

“The next one Sticky, the next one”.

Grazie a tutti.

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