Di getto. minimo e massimo.

Di getto minimo la Margot monta il 45. Massimo il 118. Come il numero che era della Croce Bianca. Sono sicuro faranno il loro dovere. Perchè la voglia di Tre Mari è arrivata all’improvviso. Come uno spiraglio di sole in lontananza dopo una mese di piogga.

Troppi pensieri cupi. Miei.

Troppe frasi gratuite e cattive. Di ex-amici. Presunti tali. Di chi amico in fondo mai lo è stato se non per interesse: “Tenetevi le ghiande, lasciatemi le Ali”.

Troppe frasi non dette. Di chi ti sta “nei pressi” quando il mare è in calma piatta. E’ proprio vero che le acque tranquille non fanno bravi marinai.

Che arrivi dunque questa folata di vento d’Albania, che mi porti via, che mi faccia annusare e affiancare quella banda di “compañeros” di viaggio, che mi rapiscano e portino via da quotidiani leccaculo lavorativi o idioti lamentosi di futili motivi o peggio ancora profeti del giusto e del vero. Basta sia il ‘loro’.

Soci di un viaggio che resta immortalato per un anno in alcuni scatti che ti lasciano ricordi di risate e pensieri veri, misti alla salsedine e a quel maledetto profumo al 2%.

Anche senza saperlo, in realtà non aspettavo altro che mi assalisse questa voglia.

Il bagaglio non è pronto ancora, ma cosa importa, non vedo l’ora di calarmi in questo branco di poeti, navigatori e santi che macinano chilometri, panorami, alcol, frasi storiche da dopocena, sudore e fotografie che sembrano Polaroid.

3M2018_

Hai questo potere Tre Mari, di farmi essere qui a scrivere, a ora tarda, dopo mesi.

Scrivere “di getto”, chiedendo  un po’ scusa ai carburatoristi (e solamente a loro) per i giochi di parole.

Io , finalmente anche quest’anno, sono pronto.

Il ‘gnaro’ (con un ringraziamento davvero speciale a Gianni ‘Vespamodelli’ per l’adesivo) va alla Tre Mari 2018, sono pronto ad essere l’838 🙂

 

 

 

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3 risposte a “Di getto. minimo e massimo.

  1. Buon viaggio ragazzi,divertitevi e sappiate che c’è qualcuno che vorrebbe con tutto il cuore poter essere dei vostri.mi raccomando al ritorno un bel reportage.

    • Si, vero Gianni.
      Io la racconto ogni volta che posso, ma poi alla fine penso che più bello di essermela goduta c’è poco.
      Me la sono goduta Tre volte (per ora), insieme a tanti nuovi amici un po’ pazzi che solo fra loro si capiscono. Mi viene in mente la frase con accento toscano del Gegio Degli Innocenti “L’è dura (con aspirazione ndr) la vita dello Scooterboy”.
      Rimpiango un po’ non averla fatta con qualcuno cui so farebbe strapiacere, ma capisco che a volte la vita ci stritola e ci impedisce di goderci alcune cose.
      Che forse poi queste cose come la Tre Mari sono lì da cogliere proprio per evitare che la vita ci macini e stritoli come quotidianamente fa in un passaverdure o in quel tritacarne di “pinkfloydiana” memoria, per chi ha ben in mente “Another brick in the wall”… 🙂
      Ci vediamo ragazzo, spererei davvero prima di Maggio 2019.
      Naturalmente… “maipejabbu” (anche se son certo di scriverlo ogni volta in maniera diversa, il gesto che accompagna questa frase e’ sempre quello!)

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