Museo della Lambretta

Che dire? Il posto, il luogo parla da solo… ma andarci con una visita privata delle Teste Cromate e con la spiegazione “live” di aneddoti e modelli di Vittorio Tessera non è certo come andarci per conto proprio.

Per cui quando Christian “Gento” Gentilini delle Teste Cromate ci ha invitato insieme al suo gruppo, io e  Pierre ci siamo uniti molto volentieri.

Vittorio con la sua ospitalità,  Donato con la sua organizzazione sono stati splendidi nel rendere la giornata memorabile e indimenticabile, fra scooter di ogni genere, aneddoti, cotolette alle milanese e gag, il tutto fra museo, officina, trattoria ed all’interno degli ex stabilimenti Innocenti.

Modelli rari, rarissimi ed anche unici, con le sottili differenze fra questi tre termini che Tessera ha evidenziato. Una lunga storia motoristica e non che parte da scooter americani dei primi del ‘900 per poi transitare dalle autovetture Innocenti, passando per modelli italiani, tedesci, sovietici, prototipi e copie sudamericane, Lambrette dorate o bianco-blu da Olimpiade.

Il Museo va detto lascia sbalorditi, ma averlo girato in lungo e in largo con il commento del fondatore è davvero un’altra cosa. Bravi Gento e Cesare per l’idea e ancora una volta Donato per la (stra)-ordinaria (nel senso che ci siamo ben abituati) ospitalità…

Una sensazione particolare la lasciano anche gli stabilimenti. Difficile da descrivere. Bisogna entrarci, starci, viverla.

Let’s stop talking. La parola alle immagini.

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Una risposta a “Museo della Lambretta

  1. E dire che avevo già visitato il museo e pensavo di sapere tutto o quasi. ..invece si è rivelata davvero una bellissima giornata,con gli amici Romagnoli che hanno sempre una marcia in più.Don poi, ha come al solito organizzato tutto alla perfezione,e Vittorio “Tessera” è davvero un ottimo cicerone e un padrone di casa davvero gentile e disponibile.
    Un po di nostalgia lo si è provato invece agli stabilimenti Innocenti.mette davvero tristezza vedere lo stato di totale abbandono di un posto che per noi Lambrettisti è un luogo quasi sacro.basta per un attimo chiudere gli occhi e sembra di tornare indietro di 60 anni, e ci si immagina quanto quel luogo fosse moderno all’avanguardia,ma soprattutto vivo.poi riaprendo gli occhi lo stato delle cose fa capire che presto li non ci sarà più nulla e verrà presto dimenticato tutto.e solo noi con i nostri scooter potremo tenerne vivo il ricordo.
    Alla prossima ragazzi!

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