La mia #3Mari2016 (Mai pe jabbu)

E’ difficile cosa si nasconda in una Tre Mari. Per me tante cose. Un traguardo, ancora prima di arrivare al via, già all’iscrizione. E’ la scelta che nella mia vita, le mie scelte, vengono talvolta prima di obblighi. E sette anni di attesa non sono come dirlo.

Poi man mano la Tre Mari prende forma, diventa quasi un film. Un film in cui metti insieme un cast di cinque Persone, di cinque Scooteristi, decisamente ben assortiti nelle loro diversità. Che dico cinque? Duecento.

Un film che come ogni film ha un inizio altalenante, dal romantico delle mongolfiere incrociate in terra di Romagna, al thriller sotto forma di nubifragio al parco di partenza.

Un film il cui copione si sviluppa fra persone che dopo anni di “virtualizzazione” si materializzano: Maurizio, Gianni, Simone, Andrea, Piero… quanti sono diventati realtà. Per carità non che non lo fossero prima ma adesso collocati dietro una curva o dopo 300 km di strada hanno tutto un altro significato.

Parlare dei posti, del mare, dell’organizzazione è semplice: tutto è talmente vero, sincero ed evidente da sembrare banale, mentre invece invece va sottolineato.

La macchina di chi si adopera a “fare” davvero la Tre Mari, invece di noi privilegiati che la viviamo, è davvero importante: un vero esempio di Persone che stanno dentro e dietro ai Club. Un pensiero speciale va a loro.

Il più bel ringraziamento l’ho visto scritto da quel camuno di Andrea “Fuschetto”: “Un grazie a tutti voi che ci avete fatto sentire come a casa “.

In fondo tanti mi hanno chiesto chissà cosa avrei scritto ed invece sono talmente esterrefatto da essere senza parole: come puoi descrivere un golfo che si nasconde dietro una curva di galleria, un cavallo che porta come in altri tempi della legna, il profumo di questi fantastici campi della Magna Grecia bagnati dall’acqua forte che ci piove addosso.

“Piovi finché vuoi” – pensavo sotto al casco mentre da Oppido Lucano mancavano ancora 100 km di strada – “io tanto sto scorrendo le ruote della mia Margot, in fila a quelle dei miei compagni, alla Tre Mari. Cosa posso volere di più?”.

In realtà invece qualcosa oltre questo lo vorrei: la Tre Mari 2017, ormai ammalato di tremarite come altri, con la Margot a sfrecciare decisamente più veloce. Mai pe jabbu Gianni, mai pe jabbu Giancarlo… che Dio ce la mandi buona…

Cosa vuol dire Mai pe jabbu? Beh mica vorrete la finisca in un solo articolo la mia prima Tre Mari 🙂

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5 risposte a “La mia #3Mari2016 (Mai pe jabbu)

  1. L’ha ribloggato su Cicloturistiforevere ha commentato:
    Dato che non lo ha ancora fatto l’autore, forse per modestia, lo condivido io.
    …perché oltre che cicloturisti tra di noi ci sono anche dei motocicloturisti, ma lo spirito è sempre quello!!!

  2. Come sempre nell’articolo di Marco c’è tutta l’avventura vissuta che mi fa venire un invidia.a presto ragazzacci il 2/3 luglio tutti insieme.

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